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giovedì 31 luglio 2014

Mannarino: "La musica è come una casa, mi piace cambiarla spesso"

In una (finalmente serena e calda) sera di fine luglio, arriva sul palco della Versiliana di Pietrasanta uno dei migliori esponenti del giovane cantautorato italiano: Alessandro Mannarino, reduce dal successo dell'uscita del suo terzo disco. Tantissimi ragazzi nel pubblico e un'atmosfera di attesa e grande entusiasmo lo attendono, mentre parliamo nel backstage...

Per il tour del tuo terzo e fortunato album “Il Monte”, hai deciso di occuparti in prima persona della regia dello spettacolo e della direzione dei musicisti. Ma cosa racconta questa opera? Cosa vuoi trasmettere?
Racconto la storia di un uomo e di una donna, e la ricerca della propria dimensione di libertà. Tutto inizia dalla voglia di trovare un “rapporto” tra l'uomo e la donna, e la lotta di quest'ultima per liberarsi di quello che chiamo “Impero”.
L'Impero è una condizione mentale e fisica, quella della città che è come un carcere in cui sei guardato a vista e tutto è controllato, anche l'amore. Controllato con il matrimonio, con la legge: ti fai due ore di traffico al mattino, lavori dieci ore, ti fai due ore di traffico alla sera, consumi un po' di pubblicità e vai a dormire. Questa è la condizione più becera.
Poi c'è la dimensione interiore, quella delle proprie disfatte, con l'idea dell'impossibilità di un rapporto umano, profondo, che ti faccia sentire vivo. E c'è la ricerca di questa donna che combatte i propri mostri e di un uomo che cerca questa donna, non si incontrano quasi mai, e alla fine si incontrano... sul Monte.

Parliamo del tuo ultimo singolo, molto bello, che apre il disco: Malamor.
In quella canzone racconto della nascita e di ciò che succede agli esseri umani, che invece di ricevere carezze, libertà e possibilità ricevono educazione, botte, freddezza... quindi c'è questo essere umano che nasce uomo, ma a un certo punto della vita si ritrova ad essere un cinghiale! Non capisce perchè, e deve scoprirlo.

Quando ti ho visto, per la prima volta, eri sul palco del Festival Gaber da solo con la chitarra. Adesso, con undici musicisti e tantissimi fan al seguito. Dove ti porterà la tua evoluzione musicale?

Sai che non lo so? Non ne ho proprio idea. È come quando prendi una strada e non sai dove ti porta. Bisogna avere fiuto nella vita: ti metti su una strada invece che su un'altra perché “annusi” qualcosa che c'è dall'altra parte. A me è capitato spesso nella vita, nello scegliere le persone, le situazioni... e la musica è proprio così. È il modo che ho adesso per avere una finestra da cui affacciarmi e dire cose. Il bello è che ogni volta cambio casa, e ogni volta devo scendere in strada, vivere un sacco di situazioni diverse ed entrare nell'altra abitazione, con un bagaglio di cose nuove da dire.

Qua sotto, il video che ho realizzato per Repubbica tv:

venerdì 7 marzo 2014

Buonanotte Fiorell(in)o: se Mario crea il supergruppo BiaJovaSini

Ti chiami Mario Bartolozzi e Laura Pausini, Biagio Antonacci e Jovanotti ti dedicano una canzone.
Cavolo, sei uno importante!
No.
Ti ha investito Fiorello col motorino.
Vabbè, però (almeno per il classico quarto d'ora) quello famoso sei anche tu.
Certo, Fiore ti ha troncato una gamba e rotto il bacino (più varie ed eventuali) superando da destra la fila di auto che si era fermata per farti attraversare la strada sulle strisce pedonali, ma ora vuoi pure lamentarti?
Sei vivo, sei su tutti i media, Fiorello non pensa che a te e adesso tre dei più famosi cantanti italiani ti dedicano... no, non la dedicano a te, ok, però anche a te! E poi, lo sai, quando c'è la salute c'è tutto, quando non c'è, c'è la canzoncina nata perchè ti ha investito uno famoso.
Ma non pensare, Mario, che io sia cinico: tutt'altro. In Italia ne succederanno a decine di episodi come questi, magari anche chi ci sta leggendo ha superato a destra col motorino o fatto altre minchiate del genere e gli è andata bene. Finora.
Il tuo sacrificio ci ricorda che anche da pedoni dobbiamo stare attentissimi.
E non te la prendere se l'ultimo degli imbecilli su Facebook ha fatto dell'ironia cretina e Beppe Severgnini usa la vostra sventura per dire stronzate sull'internet (che brutto invecchiare, raga, ce ne sarebbe da dire sull'ennesima superficialità di parlare della Rete ma soprassiedo): Fiore pensa a te, è pentito e preoccupato, ti incontrerà e magari da ora in avanti ti citerà spesso e volentieri nei suoi aneddoti pubblici e privati.
Mario, hai 73 anni e sei l'indiretta causa di un supergruppo!
La Pausini, che per chi non lo sapesse dato che nessuno lo ha raccontato, è a NY al Madison Square Garden per quei concerti giganteschi e pacchiani stile USA, si è trovata con l'ospite Biagio Antonacci e lo spettatore Lorenzo Jovanotti nel suo camerino per comporre una canzoncina molto italiana, dedicata all'amico Fiore. Ma anche a te, è ovvio. Ma anche a tutti quelli che non stanno proprio benissimo, già che ci siamo.
(L'idea, manco a dirlo, è di Jova).
La loro fama e fortuna giustifica in pieno la buona fede dell'atto.
Questi tre artisti non hanno alcun bisogno, dato il successo planetario (vabbè: della Pausini, quello di Jova è vagamente intercontinentale e Biagio pare sia molto venduto nello Sri Lanka), di promuoversi in questo modo.
Certo, mica devono promuovere la loro opera. Promuovono la loro immagine.
Insomma, se un amico ha un incidente puoi mandargli una canzoncina via mail, un saluto via skype o un biglietto d'auguri cantato in ospedale... ma perchè un video su YouTube alla portata di chiunque nel mondo?
Semplice, ed è lo stesso motivo che da sempre muove le iniziative benefiche dei vip: far vedere quanto le star sono buone, gentili ed empatiche.
Intendiamoci, io credo all'assoluta buona fede del terzetto. Però c'è sempre 'sto fastidioso autocompiacimento di fondo, questa gara alla simpatia, questo volemose bene così smaccato...
E poi, ma è trascurabile naturalmente, c'è l'articolo su ogni giornale online e cartaceo, ognuno con centinaia di condivisioni. E se ne parla persino su qualche stupido blog.


Diamine, sig. Mario Bartolozzi, non puoi davvero lamentarti del tuo (indiretto) successo!
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