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mercoledì 13 novembre 2013

Lily Allen, o dell'acqua calda ipocrita: teniamoci Miley.

Lily Allen! Lei sì che sa dire le parolacce
Eccola tornare sulla scena musicale, dopo quattro anni, con... udite udite... una canzone-video di critica a Burred Lines di Thicke e del mileycyrusismo dilagante.
Vabbè, contenta lei: eccovi Hard Out There.

Se il suo grande ritorno sulle scene dopo quattro anni è la parodia di un fenomeno degli ultimi sei mesi, complimenti per l'impegno.
Quando sento puzza di fuffa, specialmente rilanciata dai media in modo tipo “Il grande ritorno di XYZ con video provocatorio in riposta al maschilismo/femminismo/volgarità/etc” in questi la prima cosa che faccio è andare a guardare il video senza ascoltare l'audio.
Mmmh, cosa abbiamo?
Una cantante conciata e truccata in modo da fare la figa, modelle che sculettano e spatatano senza ritegno, sembianti fallici, macchinone... praticamente un video di Jay Z o del peggior rapper tamarro della scena musicale. Ma – attenzione – Lily fin dal prologo del video dà la colpa ad un produttore senza scrupoli che la bacchetta mentre sul tavolo operatorio si fa togliere il grasso dalle chiappe.
Però poi nella trasposizione in immagini del suo singolo - SUO, non del producer fittizio - tanto voluto e sentito per protestare contro il maschilismo dilagante, non c'è mai un momento di reazione vera allo stereotipo. Direi piuttosto che soccombe e va a contraddire il testo.
Sono dell'idea che chi sciommiotta, anche per protesta, abbia già perso in partenza, a meno di colpi di genio davvero particolari, e non è questo il caso. Alla fine abbiamo un video che è un costoso abbassamento al livello dei soggetti bersagliati, di una canzone con un testo anche carino, ma innocuo, affogato dalla solita ridda di over-produzione, voce sintetizzata, ritornello wannabe-catchy (ma sarà davvero memorabile? Boh). Niente a che vedere, nemmeno nello stile, con Lorde, lei sì capace di veicolare un bel testo contro le banalità in una canzone che prende e che ha un video ad hoc.
Alla fine della fiera ti fa rimpiangere la truzzaggine volgare ma sempliciotta di Miley Cyrus, che certo non è originale, ma almento è autentica nella sua tristezza. Oltretutto, dopo l'ultima prodezza della canna sul palco degli EMA di Mtv, l'ex Hanna Montana si è dimostrata anche meglio del previsto quanto a strategie.
La verità è brutta e triste: Lily Allen è ormai vecchia per gli standard del mercato musicale mainstream e non ha sfondato abbastanza da essere una star di quelle che contano.
E' dura là fuori per una stronza? Figurati per una persona onesta...
Lily Allen, o dell'acqua calda ipocrita: teniamoci Miley.

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