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mercoledì 15 gennaio 2014

Serial writer: TRUE DETECTIVE (2014)

E' iniziato il 2014, con l'anno nuovo ci saranno un sacco di novità sul fronte delle serie tv.
Tralasciando quelle inglesi, che sono quasi tutte over the top, cosa conviene iniziare a seguire nel fitto e variegato, e strabordante, panorama seriale americano?
Il pilot di True Detective promette bene. Serie teargata HBO, quindi sappiamo già le caratteristiche: alta qualità di realizzazione, scrittura, cast. Nessuna censura su linguaggio e scene forti. Approccio adulto e sofisticato.
Ottimo. Creata da Nic Pizzolatto (The Killing) che scrive anche il primo episodio, diretto con solidità da Cary Fukunaga, questa serie promette di essere un thriller di quelli solidi. Cittadina rurale della Louisiana, quei posti americani che sembrano dei limbo, con casupole e famigliole modello che confinano con il nulla, le paludi, il degrado sociale e urbano.
True Detective non sarà una serie d'azione, e lo fa capire bene, ma di profondo scavo nei caratteri.
Lo avrei guardato anche solo sulla fiducia per la presenza di Woody Harrelson, anche produttore esecutivo, a cui si aggiunge, nelle stesse doppie vesti di producer/interprete, Matthew McConaughey.
Entrambi, è evidente, credono moltissimo nel progetto e si tuffano a capofitto in una convincente caratterizzazione dei rispettivi personaggi Martin Hart, sbirro "perbene" locale con moglie e bambine (e anche, naturalmente qualcos'altro) e Rust Cohle, taciturno, tormentato, asociale e brillante nelle indagini. Due caratteri tutti da scoprire, in questo primo episodio benissimo scritti e interpretati, senza banalità e con dialoghi secchi e credibili.
C'è poi la narrazione. Omicidio di serial killer a parte, con le "classiche" ombre sataniste e/o rituali a far da contorno, piace che il racconto proceda per sottrazione, dove poco è detto e molto va intuito. Inoltre, a dare sapore alla pietanza, i due piani temporali che da subito si intersecano: nel 1995 i due indagano sull'omicidio, nel 2012 si ritrovano ad essere intervistati da altri poliziotti, per un caso che forse è strattamente connesso a quanto vediamo. Ma come sono andate a finire le indagini? Perchè i protagonisti, dopo quasi vent'anni, non si parlano?
Intelligentemente, la tensione e i misteri ci vengono fatti percepire e nulla più.
Promosso a pieni voti, adesso True Detective dovrà superare la prova decisiva della tenunta, giocando bene i suoi assi drammatici senza scadere nella noia, nella retorica o nella prevedibilità.
Impresa non semplice, ma le premesse ci sono.

UPDATE: Clicca qui per l'analisi dell'episodio finale e della serie!

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