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domenica 11 maggio 2014

Perchè dovrei guardare la serie tv di Gomorra?

Gomorra – La serie è (finalmente) un prodotto italiano di qualità.
Niente di cui stupirsi, arriva dal team che ha portato in tv (su Sky, naturalmente) Romanzo Criminale, a sua volta l'unica fiction di qualità rilevante nel panorama desolato e desolante della televisione italiana (pubblica e privata, ma soprattutto pubblica).
Come non c'è da stupirsi che entrambi questi franchise siano parte della catena libro-cinema-tv, un trinomio vincente che sembra accadere una volta ogni tre-quattro anni (se va bene).
Perchè vederla?
Per rendersi conto, prima di tutto, che con le persone giuste e un po' di coraggio si può rivaleggiare con i prodotti internazionali. Scrittura asciutta e precisa, ritmo serrato, psicologie azzeccate, un pizzico di stereotipi per rendere la narrazione comprensibile e potabile per tutti, e il risultato è raggiunto.
Che poi si parli di criminalità, e si rendano inevitabili protagonisti personaggi dalla morale quantomeno ambigua, è un valore aggiunto. 
I soliti figuri italioti che si sono dimostrati pronti a scandalizzarsi per la 'spettacolarizzazione' della criminalità dovrebbero rivolgere i loro due grammi di cervello su due punti: 1. la fiction è fiction, persino quando parla di fatti reali; 2. la criminalità esiste, ed esiste indipendentemente dalla fiction che può ritrarla quando e come vuole. A Napoli come a Milano.
Solitamente reazioni del genere arrivano quando si toccano nervi scoperti o segreti (appunto) di Pulcinella.
Diversi anni fa un presidente del Consiglio italiano voleva impedire ad un film dal titolo Ladri di biciclette, di un certo Vittorio De Sica, di uscire dai confini nazionali perchè troppo deprimente e perchè le questioni della povertà e della crisi erano panni sporchi da lavare in casa.
Ladri di biciclette è uno dei capolavori del cinema italiano conosciuti nei quattro angoli del globo, l'uomo che ha detto quella stronzata è stato una delle tante figure molto potenti, poco edificanti e troppo discusse del nostro paese.
Gomorra – La serie è stata acquistata in circa 40 paesi del mondo e sarà la prima serie italiana trasmessa in Usa, grazie a Netflix.
Che poi la suscettibilità di quelli che vorrebbero chiudere gli occhi di fronte alle aberrazioni quotidiane che accadono sul nostro suolo abbia giocato a favore del battage pubblicitario, è innegabile. Così come i manifesti pro-Napoli e contro-Gomorra e le esternazioni del sindaco De Magistris. Sì, tipo quelle di Berlusconi quando si scagliò contro La Piovra, uno dei pochi altri “nostri” successi tv capaci di attrarre milioni di telespettatori. La fiction non lede l'immagine di un Paese, i personaggi pubblici e politici corrotti e schifosi, sì, però. Bisognerebbe tenerlo a mente.
I primi due episodi, che hanno bruciato i record d'ascolto della seconda serie di Romanzo Criminale, sono davvero ben scritti, girati e interpretati. Finalmente materiale di qualità capace di tenere testa a serie americane e inglesi: la storia di Ciro, del suo rapporto con il boss Pietro Savastano e suo figlio Gennaro (Genny!), la lotta del clan contro i suoi nemici, la caccia all'infame, gli scontri a fuoco, le vicissitudini quotidiane sono portate sullo schermo con una perizia rara in Italia. 
Seguendo un perfetto schema narrativo, vicende si snodano arricchendosi di dettagli immerse nello sfondo di un ambiente degradato, senza speranza e quasi alieno. Non si può che fare un plauso agli autori per la costruzione di queste prime puntate che, oltre ad intrattenere e incuriosire, gettano le basi per i prossimi 10 episodi in modo solido e con ampio respiro.
Ottima anche la scelta dei volti e del linguaggio quotidiano, forse edulcorato in alcune parti, ma comunque comprensibile senza la necessità di sottotitoli. Una scelta probabilmente obbligata, ma che non inficia la resa finale.
Unico punto a sfavore? Marco D'amore, l'interprete del protagonista Ciro Di Marzio, sembra il gemello bello di Roberto Saviano. Una strizzatina d'occhio superflua all'autore della matrice originale gomorriana?

Ma son dettagli (da ridere) ;-)

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