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martedì 11 marzo 2014

Le condivisioni: Il tuo bacio è come uno spot (e un po' di violenza in POV)

Vi siete innamorati del video virale "First Kiss" dove dei presunti sconosciuti si scambiavano un bacio sincero e imbarazzato? Come spesso accade, altro non è che una pubblicità mirata a diventare virale. Nello specifico, della linea di abbigliamento WREN collezione autunno-inverno 2014 (su twitter: @wrenstudio). E' anche confermato che a stare davanti all'obiettivo sono modelli, attori e cantanti. Ah, il mito della verità e della spontaneità. Invece è la pubblicità a "regalarci" una bella emozione.
A futura memoria, ecco quello che ho scritto ieri pomeriggio 
***
Sconosciuti che si baciano. Imbarazzati, eccitati, timidi, intraprendenti... un bel video, "First Kiss" di Tatia Pilieva, furbo e ben fatto, tanto da totalizzare più di 4 milioni di visualizzazioni in due giorni. Condiviso dappertutto e in ogni modo, dall'originale su Youtube ai siti d'informazione che lo rippano ricamandoci sopra. E' bello, tanto. E fa sorridere ed emozionare.
Però (certo che c'è un però!) far passare come spontaneo un video che ha chiaramente alle spalle un lavoro di preparazione e di selezione degli interpreti di mesi, e un montaggio altrettanto elaborato, mi pare un po' ingenuo. Se qualcuno pensa che anche solo uno degli interpreti sia preso a caso dalla strada è molto romantico... Certo, di fronte all'obiettivo e ad un bacio siamo tutti innocenti e imbarazzati, ma dove sono i confini tra la finzione e la realtà? Rivedendolo non avede una sensazione di estrema messa in scena controllata, quasi fredda di fronte all'atto "caldo" del bacio? Sarà che per natura la patina da spot di marche di moda mi lascia indifferente...
Probabilmente l'imbarazzo di un modello o una modella è lo stesso del cliente occasionale di un centro commerciale, pescato a caso: ma di certo sulla natura di "totali sconosciuti" di assenza di preparazione almeno un piccolissimo punto interrogativo lo metterei.
Obiettivo video virale ottenuto, comunque.




C'è poi l'altro video condivisissimo di questi giorni, partito l'8 marzo in concomitanza della festa della donna. Video che cerca l'effetto sensazionalistico mostrando in Point-Of-View stile Google Glass un brutto episodio (si intende di una serie) contro una ragazza da parte del suo convivente. Ancora una volta per parlare di violenza si punta all'effetto "shock" con l'esplosione finale un po' semplice e facilona, esattamente come nelle fotografie spesso si tende a quella retorica dell'occhio nero e/o del livido, senza contare che esistono di migliaia di violenze più striscianti e difficili da notare, denunciare, individuare ed estirpare che le donne devono spesso subire e affrontare da sole. Non so, il video gioca molto sull'appeal "tecnologico" del POV attraverso gli occhiali, ma poi abdica le possibili potenzialità con un effetto volutamente violento quanto quello che mostra - assenza di musica, colpo di scena finale - che sgonfia quanto costruito in precedenza.



Se proprio vogliamo parlare di cose che disturbano, la notizia odierna che colpisce allo stomaco è l'odissea raccontata da una giovane ragazza affetta da una grave malattia costretta ad abortire in un bagno d'ospedale, da sola, perchè tutti i medici della struttura sono obiettori di coscienza. Questa è l'Italia del 2014 dove i predicatori armati di Vangelo vanno in giro a terrorizzare i reparti maternità e chi interrompe gravidanze difficili o compromesse (o normali).

2014: chissà che prima o poi qualche donna non decida di abortire indossando i Google Glass. Sarebbe veramente interessante, per milioni di persone...

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